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Apparteneva al plebato di Izzalini ed era un castello fortificato; non si sa esattamente il periodo della sua nascita. Contava quindici fuochi. Nel 1297 prese parte alla difesa di Pompognano (qui gli Orvietani furono sconfitti dai Todini nel1252.Pompognano fu raso al suolo nel 1301; (era chiamato anche Castellaccio delle Formiche).
Gli abitanti di Collelungo si occupavano, insieme con quelli di Pigliuto, Fulignano, Acqualoreto e Cappanni della difesa del passo delle Morre. Era retto da un sindaco, che, come altrove, al momento della nomina doveva versare una cauzione di cinquanta libbre d'argento: il sindaco si recava a Todi il primo sabato di ogni anno per conferire con il podestà e per consegnare le tariffe riscosse del pascolo, legnatico ghiandatico, frondatico, del carbone, delle pertiche, calce e mattoni.
Affiancavano il sindaco i" massari" e i sergenti, questi ultimi rendevano conto dell'attività militare.
Fu rettore della chiesa di San Donato, Don Giacomo Landi che era stato "magister familie" del cardinale di Santa Fiora, nipote di Paolo III. I Landi erano guelfi, quindi Collelungo si trovò a sopportare la violenza del ghibellino Aribello Chiaravalle, come aveva dovuto subire la prepotenza di Carlo VIII che era sceso lungo tutta la penisola senza colpo ferire, prendendo con la prepotenza quanto gli occorreva.
Nel 1571 la popolazione di Collelungo era di 185 persone, di cui 46 fanciulli.
All'interno del castello c'era un ospedale ma con un letto "satis incomodo".
Nel XVI secolo, i suoi abitanti non hanno più a che fare con la guerra e i soldati fanno parte della milizia cittadina. L'ultimo signore di Collelungo fu il conte Morelli.
Anche questo castello fece parte del Cantone di Baschi e della Comune di Toscolano.
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